Mantenere un sito web costa come minimo il rinnovo del dominio, cioè il nome del sito, che per un .it è di pochi euro l'anno. A questo si aggiungono l'hosting se non è compreso, ed eventuali email, aggiornamenti e assistenza: in base a come è fatto il sito si va da quasi zero a un canone mensile che in pochi anni costa più del sito stesso.
In questa guida trovi le voci una per una, cosa è obbligatorio e cosa no, e le domande da fare prima di firmare qualsiasi contratto.
Le voci che si pagano ogni anno
Un sito è fatto di pezzi diversi. Alcuni si pagano una volta, altri si rinnovano. Ecco la mappa completa.
| Voce | A cosa serve | È obbligatoria? |
|---|---|---|
| Dominio | Il nome del sito, per esempio tuaattivita.it | Sì, si rinnova ogni anno |
| Hosting | Lo spazio dove il sito vive ed è raggiungibile | Sì, ma a volte è compreso nel prezzo del sito |
| Certificato SSL | Il lucchetto e l'indirizzo https | Sì, ma oggi di solito è gratuito e incluso |
| Email professionale | Indirizzi come info@tuaattivita.it | No, ma dà fiducia |
| Aggiornamenti tecnici | Tenere al sicuro piattaforma e componenti | Dipende da come è costruito il sito |
| Modifiche ai contenuti | Cambiare prezzi, orari, foto, servizi | No, si possono pagare quando servono |
| Strumenti extra | Prenotazioni, newsletter, chat | No, solo se li usi |
La differenza tra un sito che costa poco e uno che costa tanto ogni anno sta quasi tutta nelle ultime quattro righe.
Il dominio: pochi euro, ma intestalo a te
Il dominio è l'unica spesa davvero inevitabile. Per un .it costa pochi euro l'anno presso i registrar più diffusi. Due cose da controllare:
- Il prezzo del rinnovo, non solo quello del primo anno. Alcuni fornitori fanno un prezzo basso per il primo anno e un rinnovo più alto. Leggi il listino dei rinnovi prima di registrare.
- A chi è intestato. Il dominio deve essere a nome tuo o della tua attività, non dell'agenzia o del tecnico. Se un giorno vuoi cambiare fornitore, per un .it ti serve il codice di trasferimento, chiamato AuthInfo: se il dominio è tuo, lo chiedi e lo ottieni.
Un dominio intestato ad altri è il modo più comune in cui un titolare resta legato a un fornitore anche quando non è più contento.
L'hosting: quanto pesa dipende dal sito
L'hosting è il servizio che tiene il sito acceso e raggiungibile a ogni ora. Il costo cambia molto in base a come è fatto il sito:
- Un sito leggero, fatto di pagine statiche, chiede pochissime risorse. Può stare su servizi economici, o essere compreso nel prezzo senza costi aggiuntivi.
- Un sito su WordPress o piattaforme simili ha bisogno di un database e di un server che esegue codice. Serve un hosting adatto e, se il sito cresce, uno più potente.
- Un negozio online chiede ancora di più: pagamenti, magazzino, sicurezza.
Per una piccola attività locale che vuole farsi trovare e ricevere contatti, di solito basta un sito leggero. Non serve pagare un server da negozio online per mostrare servizi, orari e un modulo di contatto.
Chiedi sempre tre cose: dove è ospitato il sito, chi paga l'hosting e a nome di chi è il contratto. Se l'hosting è del fornitore, va bene, ma deve essere scritto che in caso di addio ti consegna una copia completa del sito.
L'email professionale: utile, non obbligatoria
Un indirizzo come info@tuaattivita.it fa un'impressione diversa da una casella gratuita, soprattutto sui preventivi e sulle fatture. Non è indispensabile per partire, ma costa poco e si nota.
Ci sono due strade. Molti registrar includono una o più caselle insieme al dominio, oppure le vendono a parte a prezzo contenuto. In alternativa ci sono i servizi di posta per aziende, come quelli di Google o Microsoft, che si pagano a utente con un abbonamento. Per un'attività con una o due persone, di solito basta la prima strada. Prima di comprare, verifica se le caselle sono già comprese in quello che stai pagando.
Manutenzione e aggiornamenti: cosa c'è dentro davvero
La parola manutenzione in un preventivo può voler dire tante cose. Chiedi sempre cosa comprende. Le voci tipiche sono:
- aggiornamenti di sicurezza della piattaforma e dei componenti aggiuntivi, i plugin se il sito è su WordPress;
- backup periodici, per ripartire se qualcosa va storto;
- piccole modifiche a testi, foto e orari;
- assistenza quando qualcosa non funziona.
Su WordPress gli aggiornamenti non sono facoltativi: un sito lasciato fermo per anni con componenti vecchi diventa un bersaglio facile. Un sito statico, senza database né plugin, ha molto meno da aggiornare. È una differenza tecnica che si vede sul conto di ogni anno.
Vuoi vedere come sarebbe il sito della tua attività?
Ti prepariamo una bozza gratis entro 24 ore. La guardi, e paghi solo se ti piace: da 390€ una tantum, nessun canone.
Il canone mensile: fai il conto su tre anni
Molte agenzie propongono il sito insieme a un canone mensile di gestione. Può avere senso se dentro ci sono servizi che usi davvero, per esempio campagne pubblicitarie gestite o contenuti nuovi ogni mese. Spesso però il canone copre soprattutto hosting e aggiornamenti.
Fai il conto su tre anni, non su un mese. Prendiamo un esempio con cifre comuni nelle offerte di agenzia: un sito da 1.500 euro più un canone di 100 euro al mese.
- primo anno: 1.500 euro di sito più 1.200 euro di canone, cioè 2.700 euro;
- dopo tre anni: 1.500 euro più 3.600 euro di canone, cioè 5.100 euro.
Lo stesso ragionamento vale per qualsiasi cifra: moltiplica il canone per 36 mesi e aggiungilo al prezzo iniziale. Poi chiediti se tutti quei servizi ti servono davvero, o se stai pagando ogni mese per un sito che non cambia mai.
Le domande da fare prima di firmare
- Il dominio è intestato a me? Deve esserlo, senza eccezioni.
- Se smetto di pagare il canone, il sito resta mio? In alcuni contratti il sito resta di proprietà del fornitore.
- C'è un vincolo di durata? Quanti mesi, e cosa succede se disdici prima.
- Cosa comprende la manutenzione? Fatti scrivere le voci una per una.
- Quanto costa una modifica fuori canone? Cambiare un prezzo o un orario non dovrebbe costare come una pagina nuova.
- Di chi sono foto e testi? Se il sito usa immagini con licenza, verifica di poterle tenere anche se cambi fornitore.
Se le risposte sono vaghe, chiedile per iscritto. Un fornitore serio non ha problemi a scriverle.
Cinque abitudini che fanno spendere meno
- Tieni tu l'accesso al dominio. Nome utente e password del registrar vanno custoditi insieme agli altri documenti dell'attività.
- Attiva il rinnovo automatico con una carta dell'attività, così il dominio non scade per una mail finita nello spam.
- Raccogli le modifiche. Invece di chiedere un cambiamento alla settimana, prepara una lista e mandala tutta insieme. Costa meno e si sbaglia meno.
- Niente funzioni che non usi. Ogni componente in più è una cosa da aggiornare e, a volte, da pagare.
- Chiedi una copia del sito una volta l'anno. Se il fornitore sparisce, riparti da lì invece che da zero.
Quanto costa mantenere il sito con Online24h
Noi abbiamo scelto un modello semplice: paghi il sito una volta sola e non c'è canone. VETRINA costa 390 euro, COMPLETO 495 euro, SU MISURA 990 euro. L'unico rinnovo è il dominio, pochi euro l'anno, intestato a te. Il confronto completo tra agenzia, freelance e fai da te è nella guida su quanto costa un sito web, e se hai un centro estetico c'è quella dedicata su quanto costa un sito per un centro estetico.
Stai valutando di fare tutto da solo con uno strumento gratuito? Prima leggi cosa comporta un sito web gratis per la tua attività. E in ogni caso, prima di pagare puoi vedere la bozza gratis del tuo sito: se ti piace sei online in 24 ore, se no finisce lì.