Il tuo sito non compare su Google per uno di tre motivi: è troppo nuovo e Google non l'ha ancora scoperto, qualcosa impedisce a Google di inserirlo nei risultati, oppure è già su Google ma non esce per le parole che cerchi tu. Per capire in quale caso sei basta un controllo di un minuto, e da lì la soluzione cambia parecchio.
In questa guida trovi il controllo da fare subito, le cause più comuni una per una, come usare lo strumento gratuito di Google per verificarle e una lista finale da seguire in ordine.
Il controllo da fare subito: la ricerca site:
Apri Google e scrivi site: seguito dal tuo dominio, senza spazi e senza www. Per esempio: site:nomeattivita.it. È lo stesso controllo che Google consiglia nella sua guida introduttiva alla SEO.
- Se compaiono pagine del tuo sito, Google le conosce. Il problema non è tecnico: il sito c'è, ma non esce abbastanza in alto per le ricerche che fai. Salta alla sezione sul posizionamento.
- Se non compare niente, il sito non è nell'indice di Google. Le cause possibili sono quelle tecniche descritte qui sotto.
- Se compaiono solo alcune pagine, le altre potrebbero essere nuove, bloccate o considerate poco utili.
Un consiglio: quando controlli, non cercare solo il nome dell'attività. Chi non ti conosce cerca il servizio e la città, per esempio "parrucchiere Brescia" o "idraulico Verona". Sono due situazioni diverse, con soluzioni diverse.
Il sito è nuovo: Google ha i suoi tempi
Un sito appena pubblicato non compare in automatico. Google deve prima trovarlo, poi leggerlo, poi decidere se inserirlo. Google stesso scrive che la scansione può richiedere da alcuni giorni ad alcune settimane, e che chiedere l'indicizzazione non garantisce l'inserimento (guida di Google sulla nuova scansione).
Puoi aiutarlo a fare prima:
- Collega il sito alla scheda Google dell'attività. È spesso il primo link che Google trova.
- Aggiungi il sito a Search Console, lo strumento gratuito di Google, e invia la sitemap, cioè l'elenco delle pagine.
- Metti il link al sito sui profili social, su WhatsApp Business e sui portali dove sei già presente.
Anche dopo le modifiche serve pazienza. La stessa guida introduttiva di Google dice che alcuni cambiamenti si vedono in poche ore, altri in mesi, e consiglia di aspettare qualche settimana prima di giudicare.
Qualcosa blocca Google senza che tu lo sappia
A volte il sito è online da mesi ma Google non lo inserisce perché qualcuno, anche senza volerlo, gli ha detto di non farlo. I blocchi più comuni sono questi.
L'istruzione noindex
È una riga nel codice della pagina che dice a Google di non mostrarla nei risultati. Google la rispetta sempre (guida di Google su noindex). Capita spesso che resti attiva dopo la costruzione del sito, quando chi lo ha fatto la mette per nascondere le pagine in prova e poi si dimentica di toglierla.
L'opzione di WordPress che scoraggia i motori di ricerca
In WordPress, tra le impostazioni di lettura, c'è una casella che chiede ai motori di ricerca di non indicizzare il sito. Se è spuntata, il risultato è lo stesso di un noindex su tutte le pagine. Controllala per prima se il sito è fatto con WordPress.
Il sito protetto da password o in manutenzione
Alcuni costruttori di siti permettono di nascondere il sito finché non è pronto, o di mostrare una pagina "in costruzione". Se è attiva, Google vede solo quella pagina.
Il dominio scaduto o il sito che non si apre
Se il dominio non è stato rinnovato, o l'hosting è sospeso, Google trova un errore e dopo un po' toglie le pagine. Ricordati la data di rinnovo del dominio e controlla che sia intestato a te. Ne abbiamo parlato nella guida su quanto costa mantenere un sito web.
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Come verificarlo con Search Console
Search Console è lo strumento gratuito che Google mette a disposizione dei proprietari dei siti. Per usarlo devi dimostrare che il sito è tuo, di solito con un codice da aggiungere al dominio o al sito. Chi ha costruito il sito può farlo in pochi minuti.
Dentro trovi lo strumento Controllo URL (guida di Google allo strumento Controllo URL). Inserisci l'indirizzo di una pagina e ti dice:
- se la pagina è su Google oppure no;
- se c'è un blocco, per esempio un noindex o una pagina che non si apre;
- quando Google l'ha visitata l'ultima volta.
Dopo aver tolto un blocco puoi chiedere a Google di ricontrollare la pagina dallo stesso strumento. Ricorda che è una richiesta, non un ordine: i tempi restano quelli di Google.
Il sito c'è, ma non esce per le parole giuste
È il caso più frequente per le piccole attività. Cercando il nome il sito compare, cercando il servizio in città no. Qui non c'è niente di rotto: Google preferisce altre pagine perché le ritiene più adatte.
Le cause tipiche sono queste:
- Il testo non dice cosa fai e dove. Una pagina con "Benvenuti" e tre foto non dice a Google che sei un'estetista a Rovato o un elettricista a Lumezzane.
- Il testo è tutto dentro le immagini. Volantini e locandine caricati come foto sono belli, ma Google fatica a leggerli.
- Una sola pagina per tutti i servizi. Chi cerca un servizio preciso trova pagine dedicate di altri.
- Testi copiati da altri siti o dai fornitori. Google non ha motivo di preferire una copia.
- Scheda Google vuota e poche recensioni. Nelle ricerche di zona la mappa viene prima dei siti, e la mappa premia le schede curate.
Attenzione alle scorciatoie: decine di pagine uguali con città diverse o testi pieni di parole ripetute sono vietate dalle norme di Google contro lo spam e possono peggiorare la situazione. Le cose che funzionano sono spiegate nella guida come farsi trovare su Google.
Maps e sito sono due cose diverse
Molti titolari dicono "non compaio su Google" pensando alla mappa. La mappa però non mostra i siti: mostra le schede dell'attività. Puoi avere un sito perfetto e non comparire su Maps, o il contrario.
Se non trovi la tua attività sulla mappa, controlla che la scheda esista, che sia verificata e che non sia stata sospesa. I passaggi sono nella guida per inserire l'attività su Google Maps. Poi collega la scheda al sito: si aiutano a vicenda.
Lo stesso vale per i profili social: un profilo Instagram compare su Google solo a volte, e non lo controlli tu. Per questo un sito tuo resta utile anche se lavori molto sui social, come spieghiamo in serve un sito se ho Instagram.
La lista da seguire in ordine
- Fai la ricerca site: con il tuo dominio e annota cosa compare.
- Apri il sito da telefono e da computer: si vede? Il dominio è attivo?
- Se usi WordPress, controlla l'opzione sui motori di ricerca nelle impostazioni di lettura.
- Chiedi a chi ha fatto il sito se ci sono noindex o pagine protette, e di aggiungerti a Search Console.
- Usa Controllo URL sulla pagina principale e richiedi la scansione dopo ogni correzione.
- Riscrivi i testi con i servizi e la città, una pagina per ogni servizio importante.
- Cura la scheda Google e collega il sito.
- Aspetta qualche settimana prima di giudicare, e ricontrolla.
Se il tuo sito ha troppi problemi o è fatto con uno strumento che non puoi controllare, a volte conviene ripartire. Lo spieghiamo anche nella guida sul sito web gratis per la tua attività. Con Online24h il sito nasce già pronto per Google, con testi per servizio e città, sitemap e scheda collegata. Prima ti mostriamo la bozza gratis, e paghi solo se ti piace.