Un sito web gratis si può fare, ma per un'attività di solito conviene poco: le versioni gratuite dei costruttori online usano un indirizzo con il nome della piattaforma, mostrano il loro marchio e ti lasciano tutto il lavoro. Vanno bene per provare un'idea. Se il sito deve portarti clienti, ti servono almeno un dominio a tuo nome e un sito pensato per farti contattare.
Vediamo cosa offrono davvero gli strumenti gratuiti, cosa costa il gratis in tempo e credibilità, e quando ha senso fare il passo.
Cosa vuol dire davvero sito gratis
Quando si parla di sito gratis di solito si intende una di queste tre strade.
I costruttori online con piano gratuito
Piattaforme come Wix permettono di creare un sito senza pagare. Il sito gratuito però ha un indirizzo del tipo nomeutente.wixsite.com/nomesito, e per collegare un dominio tuo e togliere gli annunci della piattaforma serve un piano a pagamento. Lo spiega il centro assistenza di Wix nella pagina su come creare un sito web gratuitamente.
Google Sites
Google Sites è gratuito con un account Google. È nato per pagine interne e progetti semplici: l'indirizzo di partenza è del tipo sites.google.com/view/nome e le possibilità di personalizzazione sono poche. Per un'attività che vuole farsi scegliere è una base fragile.
La pagina Facebook o il profilo Instagram come sito
Molti usano la pagina social al posto del sito. Funziona per chi ti segue già, molto meno per chi ti cerca su Google senza conoscerti. Ne abbiamo parlato nella pagina serve un sito se ho già Instagram o Facebook.
La lezione dei siti gratuiti di Google
Per qualche anno Google ha offerto un sito gratuito collegato alla scheda dell'attività. Molte piccole attività lo usavano come unico sito. A marzo 2024 Google li ha spenti: per qualche mese gli indirizzi hanno rimandato alla scheda, poi dal 10 giugno 2024 hanno smesso del tutto di funzionare (fonte: Search Engine Journal).
Chi aveva stampato quell'indirizzo su biglietti, furgoni e vetrine si è ritrovato con un link che non porta da nessuna parte. È il rischio di ogni strumento gratuito: le regole le decide chi lo offre, e possono cambiare quando vuole.
I costi nascosti del gratis
Un sito gratis non costa soldi, ma costa altro.
- Il tuo tempo. Scegliere il modello, scrivere i testi, sistemare le foto, capire come si vede sul telefono. Conta le ore e moltiplicale per quanto vale un'ora del tuo lavoro.
- La credibilità. Un indirizzo lungo con il nome di una piattaforma, stampato su un biglietto da visita, dice "provvisorio". Vale lo stesso per un'email su casella gratuita.
- Il marchio degli altri. Il banner della piattaforma sul tuo sito ricorda a ogni cliente che hai scelto la versione gratuita.
- I limiti. Prenotazioni, moduli, statistiche e velocità dipendono da cosa concede il piano gratuito, non da cosa serve a te.
- Il trasloco. Se un giorno passi a un sito vero spesso si riparte da zero, e il vecchio indirizzo resta alla piattaforma.
Quando il gratis va bene
Ci sono casi in cui un sito gratuito ha senso:
- stai provando un'idea e non sai ancora se diventerà un'attività;
- ti serve una pagina per un evento o un'iniziativa di poche settimane;
- stai per aprire e vuoi intanto raccogliere i primi contatti;
- è un hobby, non un lavoro.
Se invece la tua attività è aperta, ha clienti e vuole averne di più, il sito è uno strumento di lavoro come il telefono o l'insegna. E gli strumenti di lavoro si scelgono per quanto rendono, non per quanto poco costano.
Vuoi vedere come sarebbe il sito della tua attività?
Ti prepariamo una bozza gratis entro 24 ore. La guardi, e paghi solo se ti piace: da 390€ una tantum, nessun canone.
E il sito fatto con l'intelligenza artificiale?
Oggi molti costruttori promettono un sito generato dall'intelligenza artificiale in pochi minuti, spesso con una prova gratuita. È un modo veloce per avere una prima bozza, e può essere utile per capire cosa ti piace.
Le domande però restano le stesse: l'indirizzo è tuo o della piattaforma, quanto costa quando finisce la prova, e cosa succede se smetti di pagare. In più c'è un rischio nuovo. L'intelligenza artificiale scrive testi che suonano bene ma possono inventare dettagli: anni di esperienza, servizi che non fai, certificazioni che non hai. Rileggi ogni riga come se la firmassi, perché è esattamente quello che stai facendo.
Gratis, abbonamento o una tantum: i tre conti
Quando il gratis non basta più, le strade sono tre. Conviene conoscerle prima, perché cambiano il costo di ogni anno.
| Strada | Cosa paghi | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Piano gratuito | Niente in soldi, tutto in tempo | Indirizzo della piattaforma, marchio visibile, funzioni limitate |
| Costruttore a pagamento | Un abbonamento mensile o annuale, finché il sito esiste | Se smetti di pagare, il sito si ferma. Il lavoro lo fai comunque tu |
| Sito fatto per te, una tantum | Un prezzo iniziale, poi il rinnovo del dominio | Controlla che dominio e sito siano intestati a te e che non ci siano canoni |
Il punto che molti scoprono tardi è la seconda riga: il gratis spesso diventa un abbonamento. Parti senza pagare, poi per avere il dominio tuo e togliere il marchio passi a un piano, e quel piano si rinnova ogni anno.
Se scegli comunque un costruttore, controlla questo
Fare il sito da solo è una scelta legittima. Prima di iniziare, però, verifica cinque cose:
- il piano che ti serve permette di collegare un dominio tuo;
- il prezzo del rinnovo, non solo quello promozionale del primo periodo;
- se puoi esportare testi e immagini quando vorrai cambiare;
- come si vede il modello scelto sul telefono, provato sul tuo e non solo nell'anteprima;
- se il modulo contatti ti avvisa subito, sul telefono, quando qualcuno scrive.
Se anche una sola risposta è no, meglio saperlo adesso che dopo aver passato i fine settimana a costruirlo.
Il minimo che serve a un'attività
Non serve un sito enorme. Serve un sito che faccia bene poche cose:
- Un dominio a tuo nome, per esempio nomeattivita.it. Costa pochi euro l'anno e resta tuo finché lo rinnovi.
- Cosa fai e dove, detto nelle prime righe: "Centro estetico a Brescia", "Idraulico a Bergamo e provincia".
- Telefono cliccabile e WhatsApp, visibili subito.
- Servizi e prezzi, anche indicativi.
- Foto vere e recensioni.
- Velocità sul telefono, perché chi cerca un servizio in zona lo fa spesso dal telefono, magari per strada.
- Collegamento alla scheda Google, con le stesse informazioni. Se non l'hai ancora, parti dalla guida per inserire l'attività su Google Maps.
Tutto il resto si aggiunge quando serve. Per capire come farti trovare, leggi la guida su come farsi trovare su Google.
Fai da te o fatto da altri?
Se hai tempo, un po' di dimestichezza e voglia di imparare, un sito semplice lo puoi fare da solo con un costruttore a pagamento e un dominio tuo. Se il tempo ti serve per lavorare, conviene farlo fare, a patto di sapere cosa stai comprando.
I prezzi cambiano molto tra agenzia, freelance e piattaforme: li abbiamo messi a confronto in quanto costa un sito web. E prima di scegliere guarda anche i costi degli anni successivi, non solo il prezzo iniziale: ne parliamo in quanto costa mantenere un sito web all'anno.
Il gratis che ha senso: vedere il sito prima di pagarlo
C'è un modo di usare il gratis senza rischi: vedere il tuo sito prima di spendere un euro. Noi lavoriamo così. Ti prepariamo una bozza gratis del sito della tua attività entro 24 ore. La guardi, e se ti piace la mettiamo online con il tuo dominio: 390 euro per VETRINA, 495 per COMPLETO, 990 per SU MISURA, una volta sola, senza canone. Se non ti piace, non paghi niente e finisce lì.